Progetti & Idee per l'Inclusione Sociale

Persone

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Ecco i nomi, i volti e le parole dei ragazzi e delle ragazze che sono Nova Koinè. Per qualsiasi informazione contattaci:

Francesco Evangelista, 30 anni, libero professionista, matura la volontà di farsi promotore dell'inclusione sociale dei migranti a seguito di molteplici esperienze personali quotidiane.

Nel 2010 è tra i fondatori di Casa delle Genti, associazione Onlus di Caserta sostenitrice della missione "Giacomo Gaglione" in Tanzania.

Nel 2012 contribuisce in misura determinate alla costituzione della APS Nova Koinè della quale è presidente e coordinatore del  primo corso di lingua e cultura italiana per stranieri dell'Ambito 12.

 

Siamo tutti fortunati ad essere questa generazione in questa parte del mondo.

 

Siamo fortunati a non aver vissuto e a non vivere sulla nostra pelle nessuna guerra.

 

Fortunati a non aver provato e a non provare la fame.

 

Siamo fortunati a non ammalarci e a non veder morire i nostri cari di peste o di colera.

 

Fortunati a non dover subire nessuna occupazione, a non essere colonia di nessuno.

 

Siamo tutti fortunati di no dover affrontare nessuna guerra santa e di essere liberi di pensare e pregare ciò che vogliamo.

 

Siamo fortunati perché forse le malattie di cui ci ammaleremo un giorno si potranno curare e forse non moriremo di aids o di tumore e l’alzaimer ed il parkinson saranno debellati.

 

Siamo fortunati di poter conoscere, studiare, approfondire e dissentire.

 

Fortunati di poter viaggiare, spostarci liberamente, votare chi vogliamo e dirlo a tutti.

 

Amare chi vogliamo e dirlo a tutti.

 

Siamo fortunati ad essere questa generazione in questa parte del mondo ma non ci basta.

 

Adesso questa parte del mondo ci va stretta e piuttosto che godere della nostra fortuna e tentare di rendere ancora migliori i luoghi in cui ci siamo trovati ad abitare, continuiamo a sguazzare in attesa che il mondo cambi da solo, in attesa che qualcuno ci renda la vita ancora più facile e che le cose migliorino a nostro vantaggio.

 

Se tutto ciò non accade, via. Pronti a cercare luoghi in cui le cose sembrano già essere migliorate.

 

Che senso ha questo? Cosa ci distingue dai parassiti? Cosa potremmo dire di aver aggiunto al nostro mondo quando ci verrà chiesto?

 

Cosa stai facendo per migliorare il mondo?

 

Sveglia! Non è difficile e non serve neanche tanta fantasia.

 

Per chi non si sente creativo ci sono milioni di esempi di persone che hanno deciso di fare qualcosa.

 

Dai missionari ai rivoluzionari, dai martiri agli attivisti.

 

Tutti dovremmo prendere a cuore una causa e batterci per migliorare questo mondo.

 

L’epoca delle rivoluzioni non è finita anzi. Ognuno di noi dovrebbe rivoluzionare se stesso e non restare più a guardare ciò che ci accade intorno senza sentirsene parte.

 

Ogni crimine, ogni discriminazione, ogni violenza, ogni prepotenza ci riguarda tutti anche se non subita direttamente, perché avremmo potuta subirla noi.

 

Dalla carta gettata a terra, al prepotente che si intrufola nella fila, alla rapina all’omicidio nessuno più dovrebbe restare a guardare.

 

Siamo tutti noi la causa e la soluzione di ciò che non va, la battaglia è nel nostro intelletto.

 

Uniamoci, combattiamo insieme anche se in minoranza.

 

La nostra forza è nella cultura e nella coscienza, sfruttiamo la nostra fortuna diffondendo i nostri valori e saremo di più, sempre di più.

 

Siamo fortunati ad essere questa generazione in questa parte del mondo ma adesso basta.

Dal mio primo impegno in abito di inclusione sociale, risalente al 2008, ogni volta che il “lavoro” diventa azione ritrovo il perché della mia scelta.

 

Ogni volta che riconosco lo sguardo orgoglioso di chi ha imparato qualcosa, di chi si sente parte di un gruppo, di chi giorno dopo giorno e lezione dopo lezione comincia a sentirsi parte di un popolo, ritrovo il senso di tutto ciò.

 

Siamo tutti diversi, ma alcuni lo sono di più.

 

Viviamo tutti nella stessa città, talvolta siamo nati nello stesso paese, ma alcuni resteranno stranieri.

Siamo assordati da spot filo-umanitari ma a volte lo sguardo di chi ci sta affianco e parla una lingua differente non oltrepassa quella barriera eretta dalla diffidenza e dal timore del diverso.

 

Col mio operato spero di aprire gli occhi (i miei per primi), estendere gli orizzonti, rendere la partecipazione, la condivisione e il mutuo scambio, delle realtà, per non essere soltanto affascinanti parole da elencare in un progetto di cooperazione.

 

Credo fermamente nell’arricchimento umano che deriva dal contatto, dalla volontà di condividere e confrontarsi gli uni con gli altri con tutto il mondo che ognuno ha dentro, che provenga dal rione napoletano o dalla favela brasiliana.

 

Sebbene l’attività che ho maggiormente svolto in questo ambito sia quella di insegnare la mia lingua, ogni volta sono sempre diventata un’alunna e mi sono arricchita immergendomi in mondi paralleli, universi umani racchiusi in ognuno delle persone che ho avuto l’onore di conoscere.

 

Nel 2012 Marcella Iannone aderisce al progetto della APS Nova Koinè e collabora fin dall'inizio a far sì che le docenze presso il corso di italiano per migranti non italofoni diano i frutti sperati.

 

Non tutti nascono con una naturale predisposizione al Coraggio. Non tutti possiedono la Forza sufficiente per affrontare da soli i casi della vita. Ma a tutti è data la possibilità di incontrare quanti hanno queste preziose e nobili capacità. A tutti è concessa la magia dell’ Incontro.

 

La mia esperienza nel mondo del volontariato è abbastanza recente: nonostante abbia sempre sentito il bisogno e la necessità di dare il mio– seppur piccolo- contributo in modo attivo e partecipe, il coraggio di espormi mi ha sempre frenata, la paura di non esserne capace ha per lungo tempo rallentato ed inibito questo mio forte desiderio.

 

È grazie all’ Incontro con i miei attuali compagni di viaggio che sono finalmente riuscita a concretizzare tutto ciò che, ad oggi, mi sta riempiendo di emozioni e speranza: da soli si possono fare molte cose, ma è solo insieme agli altri che si cresce e ci si arricchisce, spalancando le porte alla molteplicità del pensiero e della cultura.

 

 A.d'A

Salve a tutti,

sono Raffaele, 29 anni, mi occupo di comunicazione a tutto tondo e, nello specifico, di web marketing per aziende e professionisti. Sono tra i soci fondatori di Nova Koinè e ho partecipato all'esperienza antesignana di Casa delle Genti Onlus.

 

Perché faccio parte di questo gruppo? Credo nella strategia dell'accoglienza dell'Altro. Difficile, lo so bene, ma secondo me illuminante. La storia ci ha messo in guardia dall'aver paura dell'alterità, del diverso e dal farsi guidare dalla diffidenza riguardo le inevitabili differenze (sesso, etnia, religione, lingua ecc.) che colorano da sempre il mondo.

 

Oggi che la vecchia Europa segna il passo, il cosmopolitismo vissuto anche quotidianamente diventa la strada maestra per un prossimo futuro in cui lo sviluppo, il benessere non siano solo lievi scostamenti statistici dalla stasi odierna, spesso linguaggio di istituzioni sordide e distanti e di politiche incapaci di lungimiranza, ma gesti visibili, relazioni, situazioni quotidiane che contraddistinguano una nuova vita sociale ed economica nella nostra vecchia Italia, nel nostro meridione antico.

 

All'Università ho imparato che, ad esempio, in occidente, con poco più di 20 caratteri arbitrari (le comuni lettere degli alfabeti) è possibile trasmettere infinitamente il senso di tutto ciò che contraddistingue la nostra vita in ogni istante. La lingua è uso infinito di mezzi finiti ed è una dimostrazione tangibile dell'evoluzione della nostra specie., la stessa che ci rende responsabili del destino del mondo.

 

Il destino del mondo passa anche per la nostra capacità di impiantare la possibilità di vivere la nostra lingua come opportunità di inclusione. Mettere in condizione uno straniero di potersi relazionare con me significa guadagnarsi la pace in terra, per sé e per tutta la nostra comunità.

 

Vorrei non fossimo obbligati dalla demografia  e dalla geopolitica ad accettare la soluzione dell'inclusione. Vorrei che la stessa fosse invece una scelta consapevole collettiva.. che se non comincia con le azioni ufficiali, può farlo a partire semplicemente da noi. 

 

Rlg

 

Sono Sara e vorrei cambiare il mondo: è difficile, quasi impossibile, ma è quello che più insitamente vorrei...Non credo di peccare di presunzione mentre lo scrivo, credo, piuttosto, che, se ognuno di noi lo pensasse, potrebbe accadere sul serio. Non ho mezzi reali per farlo, se non credere che noi giovani siamo i primi promotori del cambiamento e, proprio per questo, mi dedico con amore, passione e gioia al volontariato.

 

Da sempre appassionata di fenomeni migratori e integrazione sociale, ho trovato la mia giusta dimensione nell’aiutare lo straniero alla comprensione del sistema che lo accoglie, attraverso l’apprendimento della lingua italiana; sono laureata in Lingue presso l’università “l’Orientale” di Napoli, più esattamente in Studi Islamici e del Mediterraneo, e questo mi aiuta a comunicare con la maggior parte dei nostri studenti di provenienza maghrebina e, dunque, di madrelingua araba; parallelamente lavoro presso un’ azienda come consulente-tecnico-informatico e proseguo i miei studi di specializzazione in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali.

 

Il mio essere “maestra di italiano” mi rende una persona migliore: mi aiuta a comprendere le problematiche e i limiti di chi, per molteplici ragioni, è costretto ad abbandonare la terra d’origine, le radici culturali e gli affetti personali per aprirsi ad una realtà nuova, sconosciuta e spesso insidiosa; mi ricorda che siamo figli di una mistura di culture, dominazioni e retaggi diversi e che, noi in primis, siamo stati migranti in terra straniera e avremmo desiderato di essere aiutati, se fosse stato possibile. Tutto questo mi da la forza e le motivazioni per andare avanti in quel che faccio.

 

Questo è quel che mi sento di dire a chi mi chiede le ragioni del mio impegno.

 

S.d'A.

 

Ciao, sono Hassan Ganna ed ho 40 anni. Vengo da Agadir in Marocco e mi sono stabilito in Italia da 2 anni.

Sono in Nova Koinè perché condivido i valori delle persone che ne fanno parte.
In Nova Koinè ho trovato la mia seconda famiglia che mi fa pesare di meno la distanza dai miei cari.

Credo nei progetti di Nova Koinè che vogliono aiutare chi come me ha lasciato il proprio Paese per conoscere nuove realtà e deve affrontare tutte le difficoltà di chi decide di allargare i propri orizzonti.

Grazie a Nova Koinè qui in Italia ho trovato la mia dimensione.
Qui da noi la porta è aperta per tutte le persone che come noi non smettono mai di voler conoscere.

 

Hassan ci ha tramandato il detto arabo che è divenuto in breve il motto che anima le nostre lezioni a Scuola.

 

العلم نور و الجهل عار

(La conoscenza è luce, l’ignoranza vergogna)

 

 

Mi chiamo Laura e collaboro come psicologa ai progetti di Nova Koiné,  l’appartenenza a questa famiglia ha radici che affondano sia nell’amicizia che mi lega agli altri ragazzi dell’associazione sia per la condivisione dei principi che insieme promuoviamo.

 

L’incontro con l’Altro, inteso come insieme di infinite combinazioni di diversità, è ciò che rende possibile il nostro esserci nel mondo ed è anche ciò che profondamente nutre la mia professione.

 

Impegnarmi nella cura e nella facilitazione di tale incontro costituisce un’ avventura affascinante che chiede di essere vissuta intensamente per  poter coglierne i doni.

 

In Nova Koiné ho trovato i volti e la voce di chi, come me, crede che è possibile tendere mani che diventano ponti per chi vive situazioni di emarginazione sociale, battere strade prima d’ora sconosciute scoprendo ad ogni passo la ricchezza del viaggio attraverso i luoghi e le persone,  spargere insieme sulla terra arida il seme della conoscenza, della tolleranza e della fratellanza,  sentirsi parte di un progetto più grande che oltrepassi ogni differenza e possa destinarci all’infinito, nessuno escluso.

 

L.A.

 

 

Insegnare e collaborare con diverse realtà è stato da sempre il mio impegno primario.

 

Grazie alla mia esperienza di educatrice (attività finora rivolta ai bambini) ho avuto la possibilità di comprendere quanto il linguaggio sia molto più di un semplice strumento.

 

In una società in cui le diseguaglianze diventano barriere e cause di esclusione, “la scuola di lingue” è un contesto importante per l’accoglienza del migrante, per ritrovare la parola, rielaborare l’esperienza migratoria, spesso traumatica, ritrovare un senso di sé, creare una situazione di radicamento che consenta nuove immaginazioni rispetto al futuro e alla propria affermazione identitaria.

 

La formazione dell'identità personale e di gruppo continua proprio con l'esperienza dell'associazionismo: l'idea che ho fin da subito condiviso con tutti gli altri membri di Nova Koinè è quella di creare un gruppo di cui sentirsi parte attiva e motore pulsante, attraverso la cura del contesto e dei rapporti.

 

Anche in conseguenza di ciò ogni corso a cui contribuisco in qualità di docente volontaria è concepito per andare al di là del “semplice” insegnamento-apprendimento perché mira a centrare un obiettivo fondamentale per il benessere di ognuno: riuscire a comunicare, esprimersi e condividere esperienze è fondamentale e aiuta a crescere e a formarsi sia come individuo che come comunità.

 

 

Mirko Vamvakinos, quasi 27 anni: docente del Corso di lingua araba e cultura islamica presso la moschea di Marigliano e insegnante di italiano per stranieri.

In collaborazione con il Centro Culturale Islamico Baitul Zannat, l’Associazione culturale islamica Zayd ibn Thabit, e l’ Associazione Nova Koinè, tengo il Corso di lingua araba e cultura islamica.

 

In 20 lezioni ci si approccia all’arabo e all’Islam, attraverso un continuo dialogo e scambio di idee. Inoltre collaboro nell’insegnamento dell’italiano per gli stranieri, a vari livelli. Dopo anni di studio delle lingue, mi sono reso conto che la mia conoscenza doveva diventare uno strumento per poter rendere migliore questo mondo, dare una mano a chi desidera accedere alla nostra meravigliosa lingua.

 

Grazie a Dio ho conosciuto Nova Koinè e ho scoperto che è un laboratorio straordinario di idee, dove quotidianamente cresce l’entusiasmo e la concreta voglia di sperimentare l’incontro con gli altri.

 

Insieme diventiamo sempre più consapevoli che la nostra intera vita è una negoziazione con l’alterità, un adattamento, in cui risulta fondamentale cercare degli strumenti per capirci o almeno provare ad avvicinarci.

 

M.V.

Sono Francesca ho 31 anni, sono una psicologa in atto e una psicoterapeuta ancora in potenza. Sartre diceva che se non hai capito dove sei, se non hai fatto un lavoro di consapevolezza su dove sei, allora sei in malafede. Ho iniziato a collaborare con questo gruppo di giovani coraggiosi, in quanto credo che l’accoglienza per essere autentica renda necessario restituire all’altro la propria titolarità. Rendere l’altro consapevole delle proprie risorse e fornire gli strumenti per raggiungere questa consapevolezza è il motore che mi spinge. Nova Koiné non è solo un insieme di menti che lavorano per essere parte integrante di un cambiamento epocale che non può lasciarci indifferenti, ma anche un insieme di cuori, che si muove verso la conoscenza di se e dell’altro attraverso la scelta di una partecipazione attiva. Adesso so dove sono e questa consapevolezza mi aiuta a capire chi sono e cosa devo necessariamente fare. Ecco, sono in buona fede o almeno mi ci sento vicinissima.

Graduatoria per titoli e colloquio Procedura Comparativa per la selezione di 4 figure professionali
da assegnare al Progetto SFERA “Supporti formativi ed educativi alle reti di accoglienza”

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